Santo Padre,
sono 12 anni che una parte significativa del Popolo di Dio, in tutto il mondo, non ha chiare certezze sulla legittimità del Sommo Pontefice, e la Chiesa non ha mai voluto fornire delucidazioni chiare e definitive sulla successione petrina fra papa Benedetto XVI e Francesco.
Questo silenzio perdura nonostante la petizione depositata in Segreteria di Stato l’8 novembre 2023, che ha raggiunto nel tempo la cifra di 18.700 firme: https://www.petizioni.com/riconoscimento_della_sede_impedita_di_benedetto_xvi_e_convocazione_del_conclave
L’intera situazione comporta enorme scandalo e angoscia per i fedeli, con ripercussioni gravissime sulla liceità dei Sacramenti, per non parlare del disorientamento di molti sacerdoti e del fiorire di sempre nuovi movimenti scismatici.
E’ oggettivo che la Declaratio di dimissioni di papa Benedetto XVI non sia stata rispondente al can. 332.2 per mancata rinuncia al munus petrino, e questo, per gli artt. 76 e 77 della costituzione Universi Dominici Gregis rende nulla la sua rinuncia “senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito”.
Inoltre, il testo originale latino della Declaratio è stato modificato come appare evidente dal confronto fra quanto pronunciato verbalmente dal Santo Padre Benedetto XVI e la versione scritta fornita dalla Segreteria di Stato di allora. Né il card. Tarcisio Bertone, (allora Segretario di Stato) né Mons. Giampiero Gloder (allora coordinatore della redazione finale dei testi pontifici) hanno negato, dopo opportuna petizione pubblica, https://www.petizioni.com/petizione_a_ser_card_tarcisio_bertone_ha_cambiato_lei_il_testo_della_declaratio_di_benedetto_xvi di aver apportato modifiche al testo originale della Declaratio, così come riferito da Mons. Georg Gaenswein e dal giornalista Peter Seewald.
In cinque anni di severi studi, con una équipe di canonisti, latinisti, storici della Chiesa e altre professionalità, abbiamo messo a punto come papa Benedetto XVI avesse dichiarato, l’11 febbraio 2013, una “decisio” sulla sua SEDE IMPEDITA e l’imminente usurpazione del trono petrino ad opera di un "manipolo di cardinali".
Tutto ciò è stato depositato presso il Tribunale penale dello Stato della Città del Vaticano in data 6 giugno 2024 in una istanza corredata da due successive integrazioni del 13 febbraio e dell’11 novembre 2025. Una sintesi del lavoro è stata già resa pubblica da tempo, liberamente scaricabile da questo link: https://www.codiceratzinger.eu/_files/ugd/162863_6991b1f648d54b9ba07c22fa537664d0.pdf
Se la Sua persona è stata già messa a conoscenza di questi gravissimi fatti, La imploriamo di dichiarare quanto prima e pubblicamente la sede impedita di Benedetto XVI, (ed eventualmente, in continuum, anche il Suo impedimento) e/o di far aprire un pubblico processo sulla questione considerando che le indagini preliminari sono già partite da tempo.
La imploriamo anche di rendere pubblica la relazione stilata alla fine del conclave 2025, (art. 70 UDG) per rendere manifesto se la Sua elezione sia avvenuta solo attraverso il voto di tutti i 133 i cardinali partecipanti, o se vi sia stata una riconferma da parte dei soli 25 cardinali elettori di nomina pre-2013, come alcune indiscrezioni farebbero supporre.
Sicuri di essere accolti dalla Sua paterna bontà, ci permettiamo di rivolgerLe questo accorato appello in base ai diritti e doveri dei fedeli (cann. 208-223) considerando i gravissimi rischi di natura spirituale per la salvezza delle anime derivanti da questa non più sostenibile incertezza.
Con i sensi della nostra più alta considerazione e stima,
Andrea Cionci e seguenti firmatari
Andrea Cionci