C’è il Telefono azzurro, e dalla seconda metà degli anni ’80.
Ma per i bambini che ricevano maltrattamenti da genitori o persone che sono, comunque, nella maggiore età. Qual è invece la linea amica che protegge o aiuta i minori vittima della “sindrome di Franti”, o del bullismo che dir si voglia?
Chi aiuta, cioè, i bambini o ragazzi che sono costretti a subire violenze da pate dei loro coetanei? Il fenomeno è in crescita, in una società in cui anche i modelli di educazione di tipo pedagogico sono diventati molto “liquidi” (e questo fermo restando che la figura del “ragazzaccio” è universale e trasversale ai tempi). In attesa di una riflessione seria e adeguata sul problema, i numeri relativi a questo particolare, e delicato, fronte sono impietosi.
Come quelli pubblicati dall’Istat, e contenuti nel rapporto "Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi", diffusoalle soglie del Natale. Di seguito le cifre.. Nel 2014 oltre il 50% dei minori tra gli 11 e i 17anni ha subito episodi violenti o offensivi da parte di coetanei. Il 19,8% è vittima assidua di azioni di bullismo, il 9,1%, invece, li subisce settimanalmente.
Più colpite dei ragazzi sono le ragazze: tra loro infatti, almeno il 55% ha subito almeno una violenza in un anno, contro il 49,9% dei maschi. Su base mensile, invece, le ragazze sono vittima di violenze per il 21%; i maschi, invece, per il 18,8%.
Volendo fare una mappatura geografica del fenomeno-bullismo, si scopre che esso è più diffuso al Nord, dove raggiunge quota 57%; nel resto d’Italia, si attesta poco al di sotto del 50%.